Non solo spiagge: tre Parchi nazionali per intenditori con foreste, canyon e antichi borghi greci e albanesi

Il Parco Nazionale della Sila è candidato per il 2019 all’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco, in quanto «sede di straordinari processi ecologici che interessano gli ecosistemi delle foreste». 

Il parco, situato nel Cosentino, fa già parte della Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera, grazie a una storia geologica che vi ha originato importanti evoluzioni biologiche in ambienti terrestri e acquatici. Durante le ere glaciali l’isolamento ha permesso la conservazione di diverse specie arboree endemiche delle foreste europee, come il pino laricio. In un paesaggio appenninico poco tormentato i pini foderano gran parte della Sila, mescolati a faggi e abeti bianchi...Il parco è una riserva faunistica: suo simbolo è il lupo, in monti popolati da cinghiali, caprioli, cervi, volpi, tassi, ricci e donnole. 

La Sila, come gli altri due parchi calabresi di Pollino e Aspromonte, è poco frequentata. La Calabria evoca vacanze balneari tra spiagge del Tirreno e fondali dello Ionio. Pochi turisti, invece, visitano l’interno e sanno che a un’ora d’auto dalle coste ci sono tre parchi nazionali. Ma la Calabria più autentica è su questi rilievi. Fino a inizio Ottocento l’intera popolazione viveva tra i 600 e i 1000 metri, dedita a pastorizia e agricoltura. Qui si trovano le tradizioni popolari e religiose. Qui vivono le minoranze linguistiche greche (eredi della Magna Grecia) e albanesi (cristiano-ortodossi rifugiati in Calabria nel Cinquecento dopo l’invasione turca dell’Albania). 

Sila, Pollino e Aspromonte attraggono soprattutto ecoturisti. Birdwatcher per avvistare falco pellegrino, poiana, gheppio, gufo reale, allocco, upupa, astore e picchio verde. E amanti degli sport all’aria aperta: trekking, mountain-bike, canoa, kayak, canyoning e rafting...

Il Parco Nazionale del Pollino, la più estesa area protetta italiana, è patrimonio dell’Unesco dal 2015. Si trova sul versante tirrenico, tra Calabria e Basilicata. È un massiccio montuoso, parte dell’Appennino meridionale, con alcune delle maggiori vette del Mezzogiorno. Ed è coperto dal gigantesco pino loricato, che raggiunge i 35 metri d’altezza per 2 metri di diametro. Se si sale fino 2200 metri di quota, si vedono le coste tirreniche di Maratea, Praia a Mare e Belvedere Marittimo e quelle ioniche da Sibari a Metaponto.
La sua perla sono le Gole del Raganello, canyon scolpito per 12 chilometri dall’omonimo torrente che taglia il massiccio nella parte orientale del parco. In un susseguirsi di cascate, vasche e scivoli naturali, è il terreno ideale per il canyoning. La base per visitare il Raganello è Civita, un paese abitato dalla comunità albanese: un museo narra costumi e storia della sua migrazione... 

In provincia di Reggio Calabria, sulla punta dello Stivale, c’è il Parco dell’Aspromonte, un’area più famosa per i rapimenti che per il turismo. Un territorio impervio, geologicamente diverso da Sila e Pollino: si tratta di un’Alpe andata alla deriva fino a scontrarsi con le Serre Calabre...

[fonte: La Stampa]

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